Predoni nel deserto

Era una giornata torrida e secca, il vento del deserto, sollevava una lieve coltre di sabbia finissima, che contribuiva a rendere spettrale il paesaggio di dune che si estendeva per centinaia di miglia davanti alla carovana, gli avventurieri non erano troppo felici di essersi aggregati a quegli uomini senza scrupoli e il loro animo giusto e retto ribolliva di rabbia alla vista degli schiavi sofferenti all' interno dei carri prigione, inoltre il capo carovana Osman Ferraji, accortosi del loro candore e della loro moralità, non aveva fatto altro che punzecchiarli per tutto il viaggio, ma poi accadde qualche cosa che avrebbe cambiato l' esito di quel viaggio: da dietro una duna, insolitamente alta, uscirono tre vigorose figure, armate di tutto punto, seguite da una ventina di individui avvolti in ampi mantelli color ocra, con voce mielata e sarcastica, la donna che componeva il trio esordì dicendo: "è bello vedere che il Sultano di Calimport ci ama a tal punto da inviare simili doni nel deserto, ma state sbagliando direzione, la nostra oasi è un po più a destra... la tempesta, forse... vi ha fatto perdere l' orientamento?" e ad un cenno della bella fanciulla 20 balestre vennero puntate contro la carovana, mentre l' uomo dai capelli crespi e dallo sguardo risoluto aggiunse: "Seguiteci senza far storie e... forse vivrete". Presi da mille dubbi gli avventurieri che avrebbero dovuto scortare la carovana di quegli arroganti schiavisti legalizzati, non seppero che fare, per qualche istante, fino a che uno sguardo ammiccante di Suleima, la bella predona, li convinse a deporre le armi e a provare una naturale, quanto improvvisa fiducia nei confronti di questi fuorilegge.