Leonore

Originaria della arborea corte elfica del Tethyr, questa druida mezzelfa, lasciò la cittadella silvana, ancora giovane, spinta dal desiderio di esplorare le selvagge terre del nord, di cui sentiva tanto parlare dai bardi di passaggio alla corte elfica, terre che nascondevano antichi e affascinanti misteri, canti che narravano di intrepidi avventurieri impegnati in epiche imprese, sfidando indicibili pericoli. Storie di mistero legate al potere della natura celato in alcuni boschi e foreste. L'accumularsi di questi racconti e la consapevolezza di non essere bene accetta alla corte elfica per via del suo sangue misto, furono la molla, che spinse Leonore ad intraprendere il suo viaggio verso il nord, in compagnia del suo fedele leone di montagna, attraverso sentieri tortuosi, per monti e vallate giunse così ai piedi dell'imponente catena montuosa conosciuta come i Picchi delle nuvole, nelle vicinanze di un piccolo villaggio di semplici contadini e cacciatori impegnati a resistere contro una grossa banda di orchetti, inferiori di numero e poco abili nell'uso delle armi, i villici stavano per essere sopraffatti, ma il caso voleva che il cielo fosse coperto di nuvole temporalesche, fu così che mentre il leone di Leonore con un agile balzo si lanciò su due orchetti, lei invocando a gran voce le forze della natura iniziò a dirigere i fulmini, di cui le nuvole erano cariche, contro gli assalitori, riducendoli in cenere, i restanti membri dell'orda, resosi conto di quest'inaspettato aiuto, batterono velocemente in ritirata in cerca di prede più facili.

Grati dell'aiuto gli abitanti del villaggio, accolsero con gioia Leonore e il suo leone, nella loro comunità, dove si trattennero per circa sei mesi, prima di rimettersi in cammino alla volta della parte meridionale del bosco dai denti aguzzi, attorno al quale circolavano una gran quantità di storie e leggende. 

 Raggiunti i margini meridionali del bosco Leonore costruì una semplice casetta addossata ad una quercia sacra al Dio silvanus e al cui interno dimora una splendida driade di nome Neris, dove vive ancora oggi, diventando a tutti gli effetti la custode del sacro boschetto, insieme al suo leone e alla sua nuova amica.